Prossime Veglie

Trieste Sabato 14 Maggio

Trieste Sabato 14 Maggio

Piazza Sant'Antonio ore 18.00

Osimo Sabato 14 Maggio

Osimo Sabato 14 Maggio

Piazza Boccolino ore 17.00

Bari Venerdì 2o Maggio

Bari Venerdì 2o Maggio

Piazza del Ferrarese ore 19.00

Milano Sabato 21 Maggio

Milano Sabato 21 Maggio

Piazza della Scala ore 18.30

La prima liberta' consiste nella liberta' di dire che due piu' due fanno quattro. Se e' concessa questa liberta', ne seguono tutte le altre.

Orwell

Press

Molti giornalisti ci scrivono chiedendoci la disponibilità a rilasciare interviste, partecipare a trasmissioni televisive o intervenire in dibattiti radiofonici.

Abbiamo quindi pensato di radunare qui le informazioni che aiutano a capire perché decliniamo i vostri inviti in televisione o le vostre richieste di interviste. E perché siamo certi che queste poche righe e il discorso che ascolterete se verrete in piazza siano da soli già molto esplicativi rispetto a quello che facciamo. Ricordiamo, inoltre, che tutti i nostri comunicati sono pubblicati nella sezione “Blog” del sito.

Chi c’è dietro le Sentinelle In Piedi?

In tanti si chiedono quale sia la natura delle Sentinelle in Piedi e di conseguenza il fine del nostro vegliare. Un’associazione? Un partito politico? Un movimento di natura confessionale? Il tentativo, comprensibile, è quello di incasellare una realtà nuova negli schemi di sempre. Ma la realtà è molto più semplice ed esce dai soliti schemi: non siamo un’associazione, non abbiamo uno statuto, ma siamo un popolo formato da tanti io che desiderano seguire la verità, senza imporla a nessuno ma senza rinunciare a viverla pubblicamente. La nostra è quindi un’amicizia laica, fondata sulla condivisione di un bene oggettivo, riconoscibile dal cuore di ogni uomo e quindi aperta a ogni persona che voglia seguire la voce della coscienza. Siamo persone libere che gettano ponti e creano legami fra loro. Siamo cittadini italiani che desiderano testimoniare anche pubblicamente quello in cui crediamo.

Perché non rispondiamo ai giornalisti?

Non aderiamo a iniziative come gruppo ne’ come gruppo organizziamo eventi. Non rispondiamo a nessuna intervista se non durante le veglie, il portavoce di piazza è disponibile per rispondere alle domande di tutti. Il portavoce è la persona che in quel momento porta la voce della piazza, non un incarico rappresentativo, quindi, ma un compito di servizio. Non cerchiamo visibilità, non ci interessano i salotti televisivi.   Ci sta a cuore solo un gesto, quello della piazza, che ci educa a come vivere nella vita di tutti i giorni e che scuote le coscienze, poiché è un gesto pubblico come pubblico è lo spazio che vogliamo riprenderci durante le nostre veglie. Le Sentinelle in Piedi sono quindi formate da persone, Sentinelle In Piedi in piazza, sentinelle con la s minuscola nella vita, con un Nome e Cognome, un volto, una personalità, con percorsi di vita e culturali magari molto diversi, ma uniti nel credere al bene oggettivo che ci fonda tutti. In piazza vegliamo ritti e silenti, nella vita vegliamo su quello che accade, denunciamo, spieghiamo, riconosciamo, smascheriamo la menzogna, ci opponiamo al potere unico e valorizziamo le persone nella loro essenza. Con amore, amicizia vera, con carità, con modi e tempi diversi in base alle nostre vite, storie, esperienze, attitudini.

Perché una testimonianza pubblica?

La nostra presenza come Sentinelle in Piedi e’ dunque esclusivamente quella pubblica che serve a testimoniare la presenza di questo popolo formato da persone libere, che non sono disposte a vivere la menzogna per il quieto vivere o per una malintesa forma di rispetto. Noi siamo un metodo, uno stile, un modo di essere. Ogni volta che il pensiero unico, attraverso la cultura e la politica, tenterà di imporsi, noi scenderemo in piazza ma soprattutto veglieremo nella vita: nelle nostre scuole, nei nostri ospedali, nelle nostre città, in ogni angolo apparentemente dimenticato, là dove le coscienze dormono, noi porteremo una testimonianza libera di verità. Anche se sarà difficile, anche se saremo in minoranza, anche se il borghesismo, una malintesa forma di rispetto o il politicamente corretto cercheranno di fermarci. Sempre incontrando (ecco la piazza), sempre testimoniando (ecco il silenzio), sempre cercando la verità (ecco la lettura), e con essa il bene vero di ogni uomo.

 E i contestatori?

Spesso le nostre veglie vengono pesantemente contestate. Gruppi di persone più o meno arrabbiate si danno appuntamento per schernirci, insultarci, offenderci, provocarci. Qualche volta queste contestazioni sono sfociate in aggressioni vere e proprie. Di fronte a tutto questo, non abbiamo mai risposto se non con la nostra presenza silenziosa, come mai? Semplice, perché noi non abbiamo nemici.  Non abbiamo un avversario e nemmeno una squadra da sconfiggere, noi siamo in piazza per la libertà nostra e di tutti, siamo in piazza per svegliare le coscienze, anche quelle di chi ci contesta. Il nostro unico nemico si chiama menzogna, inganno, bugia.  Nostro antagonista è il linguaggio che vuole ridurre le persone a categorie o comportamenti, nostra antagonista è la cultura che vuole rispondere ai desideri del cuore con soluzioni preconfezionate, sprazzi di emozioni effimere, diritti costruiti ad arte per dare l’illusione della felicità e così tenere a bada l’uomo.  I motivi che ci portano a vegliare, in piazza come nella vita, toccano l’umano nella sua essenza: la vita, la famiglia, l’amore, le relazioni e per questo molte persone erroneamente si convincono che noi cerchiamo di limitare la libertà altrui, di impedire la piena realizzazione di qualcuno ed erroneamente credono che siamo un “noi” contro di “loro”. Siamo certi che è vero l’opposto.

Siamo contro gli omosessuali?

No, perché per noi non esiste la categoria ne’ degli omosessuali ne’ tanto meno degli eterosessuali. Questi termini, ormai diventati di uso comune, sono fuorvianti e ingannevoli. Si può definire una persona in base al suo orientamento sessuale? Si può ridurre un uomo ad un comportamento? Noi riteniamo di no. Tra i nostri principali contestatori ci sono molte sigle e molti attivisti cosiddetti “Lgbt” che, col pretesto di tutelare una determinata categoria di persone, di fatto rendono concreta la prima vera discriminazione, autoriducendosi. Non è forse discriminare dividere le persone in categorie? Queste realtà spesso si arrogano il diritto di parlare per conto di tutte le persone con attrazioni omosessuali non tenendo per niente conto del fatto che molte fra queste sono contrarie alla declinazione dei diritti in base alle emozioni o attrazioni sessuali, affermando che le realtà militanti hanno come unico scopo l’ideologia che riduce la loro persona a una tendenza, non facendo altro che acuirne il senso di disagio o colpevolizzare qualcuno, senza guardare in faccia le persone e la loro storia.

Per chi siamo in piazza?

Siamo invece in piazza per la libertà di tutti, anche per amore di chi viene strumentalizzato nelle sue emozioni più intime. Siamo in piazza per amore di chi ha paura e si sente solo, per amore della libertà di poter dire che siamo nati maschi e femmine, che l’unica dualità possibile è quella uomo-donna, che i bambini non sono un diritto ma un dono e che loro sì, invece, hanno il diritto di nascere senza essere fabbricati ad uso e consumo degli adulti e di avere un papà e una mamma. Siamo in piazza per il bene anche di chi ha la coscienza addormentata, di chi ci contesta perché vittima cosciente o incosciente dell’ideologia. Vegliamo perché sia tutelata l’essenza dell’uomo, vegliamo per la ragione, vegliamo in silenzio perché ci sta a cuore la vita di ciascuno, anche la tua.

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